martedì 25 novembre 2014

B come 'bambini ', B come 'biciclette(rario)' - Riflessioni sulla bici di Antonia De Francesco


Dalla penna di Antonia De Francesco, giornalista, riceviamo e pubblichiamo con piacere questo spunto di riflessione, evocativo e suggestivo, affinché orienti il nostro sguardo su quanto - forse considerato ovvio e pertanto dimenticato - di più semplice, naturale e profondo i bambini possono insegnarci. Sempre.





"Children have no age" - Ema Mihalaci
Mi chiedo per quanti l'unica premura nel finire di fare i compiti, da bambini, fosse l'idea di poter fare dei giri con la bicicletta. In un'area che probabilmente non racchiudeva neanche tutto il quartiere, era incluso il mondo che la maggior parte di noi percorreva a colpi di pedali. Così tra una frenata con i piedi e qualche ginocchio sbucciato l'emulazione della quotidianità dei “grandi” era compresa, o compressa, nel viale del rione che abitavano. Se è vero che “i giochi dei bambini non sono giochi e bisogna considerarli come le loro azioni più serie”, perché da adulti troppi di noi hanno dimenticato com'erano a portata di mano realtà e fantasia, quando giravano in bicicletta?
Mi persuado che in sella la prospettiva del nostro esistere era leggera, portata dal vento e mai avremmo rinunciato al cavalletto sgangherato per il freno a mano dell'auto di papà, se gli anni, l'aumento del traffico veicolare e le distanze sempre più lunghe, non ci avessero fatto cedere alle lusinghe della patente. Delle staffe, o il chiodo, come per antonomasia, in bui garages o angoli di enormi giardini, hanno così accolto le due ruote, seppur protagoniste di tantissimi ricordi.

Se ora questa fosse un'apologia, sarò sincera, mi coglierebbe l'indecisione di decidere a chi dedicarla: ai bambini o alla bicicletta? In fondo, la complementarietà dei due volti, spiega la necessità di percorrere la strada della riscoperta. Perché l'aria pulita, capaci di inspirare dalle fanciullesche narici, non è solo una sensazione, ma una necessità. Perché rallentare i ritmi e riportarli a sincronizzarsi con quelli del cuore, è anch'essa una priorità. Perché condividere le strade con tutte le sue buche con il pianeta dei bambini e di chi vuole rimanerlo, è una condizione di libertà che si sostanzia nella restituzione di un diritto.

I bambini compiono le scelte più semplici, che spesso non coincidono con quelle più ovvie, ma sicuramente con quelle più giuste: se con tre o due ruote, la prima scoperta del mondo, i bambini di tante generazioni, quand'è stato possibile averne una, l'hanno compiuta in bici, un motivo ci sarà.

Queste sono le mie “parole in bicicletta”, dedicate al cammino di “Bicicletterario”, un concorso letterario lanciato sull'asfalto brecciato, pieno di insidie e irregolarità, frutto della disillusione che le città raffigurano, intrappolate in “marcovaldiana” memoria, ma sicuramente con il nobile obbiettivo di non dimenticare che “tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi se ne ricordano)”.
Ciò, sillogicamente unito al “primo amore che non si scorda mai” per la bici, spiega, nel trionfo di un opulenta argomentazione che potrebbe chiamare in causa anche le medesime iniziali, perchè “bambini e bici” sono una formula vincente.



Antonia De Francesco



"I bambini non hanno età": è la traduzione del titolo della foto che abbiamo deciso di associare a queste riflessioni di Antonia De Francesco. Ci è giunta da Bistrita, Romania. Ad inviarcela, Ema Mihalaci, una donna che ha fatto dell'attitudine alla sorpresa (quella dei bambini...) il suo stile di vita. Non sappiamo dove abbia catturato questa bellissima immagine, ma glielo chiederemo. Fa parte di una serie di scatti che ha raccolto, scavando nella sua collezione di 'momenti da ricordare', per inviarli a noi de IL BICICLETTERARIO.
Un bimbo, sul suo minuscolo triciclo, si volta a guardare quell'altro personaggio, che passeggia su un triciclo più grande.
Ci piace immaginare che si stia chiedendo, nella sua innocente e luminescente curiosità: "Come si chiamerà quell'altro bimbo?".

Grazie Antonia, grazie Ema.

scarica il bando de IL BICICLETTERARIO

G. C.

2 commenti:

  1. Grazie, anche.Sono privilegiata che la mia foto accompagna una storia come questa - nostalgica e delicata.Complimenti, Antonia!Complimenti, Gio per la scelta!( si, avevi ragione, la foto l'ho fatta in Bistrita, in un piacevole pomeriggio d'estate ).Complimenti a tutti voi che avete iniziato questo progetto.So che non e facile, proprio per questo siete bravi!In bocca al lupo!

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    1. Grazie a te, Ema, siamo onorati e felici del tuo contributo ai nostri sforzi, ed è un piacere leggere le tue parole!
      E' possibile che utilizzeremo altre tue foto per nuovi posts sul blog :)

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